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TASSAZIONE DELLE PERSONE FISICHE

Nell’’estate del 2013 fu approvato il nuovo codice fiscale sui redditi con la Legge 4172/2013. Con questa legge fu modificata in maniera significativa la tassazione del reddito delle persone fisiche, che ha validità per i redditi che risultano dal 1.1.2014.

La prima differenza importante della nuova legge rispetto allo status quo precedente è che la tassazione dei redditi viene calcolata separatamente a secondo della categoria della fonte del reddito, ed in particolare il numero delle fonti viene diminuito oramai da sei a quattro, come segue:

  1. Reddito da lavoro dipendente e pensioni
  2. Reddito da attività imprenditoriale e libere professioni
  3. Reddito da capitale
  4. Reddito da plusvalore per via del trasferimento di proprietà

In seguito sono riportate alcune informazioni importanti per quanto riguarda le nuove disposizioni in base a ciascuna fonte di reddito.

  1. Reddito da lavoro stipendiato e pensioni

La tassa sul reddito secondo il nuovo codice fiscale per quanto riguarda i redditi da lavoro dipendente e le pensioni è calcolata in base ai seguenti scaglioni:

Reddito annuale (in €): aliquota fiscale:

0-25.000 22%

25.001 – 42.000 32%

Πάνω από 42.000 42%

Dalla suddetta graduatoria si intuisce che oramai non è prevista una somma direttamente esente dalla tassazione per redditi da lavoro stipendiato e pensioni.

Detrazioni fiscali

Per sostenere i redditi più bassi è previsto, tuttavia, che al di sotto di certe condizioni la tassa sui redditi da lavoro dipendente e le pensioni sia ridotta per l’importo di 2.100 €, ammesso che il reddito non superi i € 21.000. Per i redditi superiori a 21.000 €, la somma detratta viene ridotta di 100 € per ogni 1.000 € di reddito, fino al completo esaurimento della somma di 2.100 €. Dal momento che l’importo del reddito proveniente da lavoro stipendiato e pensioni supera la somma dei 42.000 €, non viene applicata questa particolare la riduzione delle tasse.

In pratica, questa riduzione della tassa significa che il reddito annuo proveniente da lavoro stipendiato e pensioni è esentasse, se non supera i 9500 € e ammesso che siano presentate insieme alla dichiarazione dei redditi le necessarie ricevute attestanti le spese. Tuttavia i redditi che superano i 42.000 € sono pienamente tassati senza applicazione della detrazione fiscale.

Esempio:

Raccolta di ricevute

Il legislatore ha mantenuto l’obbligo di raccoglimento delle ricevute previsto dalla legge precedente, per consentire che il reddito da lavoro dipendente e pensioni possa beneficiare della detrazione fiscale di cui sopra.

Il contribuente deve presentare le ricevute di acquisto di prodotti e servizi per una somma che equivale al 10% (nel 2013 era del 25%) del suo reddito e fino alla somma di 10.500 €. Le ricevute possono essere relative agli acquisti di qualsiasi tipo di prodotti e servizi, ad eccezione di:

Dato che la somma finale di tutte le ricevute non supera il 10% del valore del reddito e quindi non si può fare uso del suddetto credito d’imposta, il contribuente è tassato per il 22% sulla rimanente somma di ricevute presentate.

  1. Reddito da attività imprenditoriale e libere professioni

I redditi da operazioni di impresa costituiscono utili da attività imprenditoriale. Questo provvedimento riguarda in particolare i commercianti / le imprese individuali come anche i liberi professionisti (avvocati, ingegneri, commercialisti, ecc.) che non si trovano sotto contratto di lavoro dipendente.

Le disposizioni che riguardano la detrazione di spesa sono state modificate in maniera significativa con il nuovo codice fiscale sul reddito.

Come spese deducibili vengono considerate oramai tutte le spese dell’impresa, che siano ragionevoli e realistiche, non sono legate a transazioni sottostimate o sovrastimate e a condizione che siano state registrate nei libri del periodo di riferimento e siano accompagnate dalle ricevute legali.

Per quanto riguarda le spese non deducibili, quelle sono escluse in base alle disposizioni sugli interessi dei prestiti, debiti e finanziamenti bancari.

Le spese per la ricerca scientifica e tecnologica sono deducibili dal reddito lordo per una percentuale del 30%. La legge precedente 2238/1994 prevedeva disposizioni molto specifiche per le spese che possono essere dedotte (ad esempio veicoli, telefoni cellulari), che però aveva creato la necessità di una serie di circolari per l’interpretazione della legge.

Il reddito da questa fonte in particolare viene determinato attraverso controlli indiretti. Se non si mantengono i principi contabili richiesti, le ricevute e fatture non vengono esaminate sotto il codice fiscale. Lo stesso vale nel caso che le ricevute e fatture non dovessero essere presentate su richiesta delle autorità fiscali.

I profitti da attività imprenditoriale o da libera professione sono tassati con un’aliquota fiscale del 26% dal primo euro fino all’importo di 50.000 €, e con un’aliquota fiscale del 33% da tale importo e in su.

Per i giovani imprenditori è prevista una detrazione fiscale del 50% per i primi tre anni e ammesso che l’avvio fiscale sia stato fatto dopo 1.1.2014. A condizione che i profitti non superino la somma dei 10.000 €.

  1. Reddito da capitale

Un’ulteriore fonte di reddito è il reddito da capitale. Come tale viene considerato il reddito delle persone fisiche che proviene da dividendi, interessi, diritti d’autore (royalties) e proprietà. I dividendi vengono tassati con un’aliquota fiscale del 10%, e per essi viene effettuata la ritenuta alla fonte. Inoltre, il termine dividendi viene utilizzato nella legge secondo quanto previsto dall’OCSE.

Gli interessi (ad esempio proveniente da depositi bancari) vengono tassati con un’aliquota fiscale del 15% che viene ritenuta alla fonte, fino all’estinzione del debito fiscale.

I proventi derivanti da diritti d’autore ”royalties” vengono tassati con un’aliquota fiscale del 20%.

Il reddito da locazione immobiliare viene tassato con un’aliquota fiscale del 11% per un importo fino a 12.000 €, e con il 33% da tale importo e in su. Il reddito derivante dall’assegnazione d’uso o uso proprio di proprietà immobiliare si presume essere pari al 3% sul valore oggettivo della proprietà

  1. I proventi da plusvalenze di trasferimento in conto capitale

Ulteriore fonte di reddito costituisce la plusvalenza da trasferimento in conto capitale, la quale viene tassata con un’aliquota fiscale del 15%. In questa fonte si inserisce il trasferimento di beni immobili come anche il trasferimento di azioni e quote societarie. Tuttavia bisogna tener conto del fatto che la tassazione della plusvalenza del trasferimento di beni immobili venne sospesa fino al 31.12.2016, per disposizione legislativa emessa il 24.12.2014.

Tutti i proventi derivanti dalla plusvalenza da trasferimento di proprietà immobiliare per cause gravose o di quote ideali di essa o di diritti reali sulla proprietà immobiliare o su quota ideale di essa o di partecipazioni le quali traggono più del 50% del loro valore, direttamente o indirettamente, da beni immobili e non costituiscono attività imprenditoriale, sono soggetti a tassazione sul reddito delle persone fisiche. Come plusvalenza viene considerata la differenza tra il prezzo di acquisto pagato dal contribuente ed il prezzo di vendita o il valore del corrispettivo pagato a lui e viene deinflazionato come richiesto dalla legge.

Si noti, inoltre, che durante il trasferimento di immobili ai sensi della legge 4223/2013 è prevista un’imposta sulle plusvalenze, la quale però è diversa da quella specificato dal codice fiscale sul reddito.

  1. Presentazione elettronica della dichiarazione dei redditi

Dall’anno 2011 tutte le dichiarazioni dei redditi in Grecia verranno presentate per via elettronica.